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"Secondo
una leggenda lungo le coste della Fenicia approdò una nave di mercanti di
nitro che si sparsero sulla spiaggia per preparare la cena. Poiché non
c’erano a portata di mano delle pietre su cui appoggiare le pentole, essi
usarono come sostegni pezzi di nitro presi sulla nave; questi si infuocarono
e si mescolarono con la sabbia della spiaggia, dando origine a rigagnoli
lucenti di un liquido ignoto: questa sarebbe l’origine del vetro".
(Plinio, Storia Naturale, XXXVI, 191-192)
Come nasce
Si fa risalire all’Egitto dei Faraoni, circa 3000 a.C., la prima
produzione del vetro sotto forma di perline. Successivamente questa
produzione si estende in Siria, in Mesopotamia e in Fenicia. Il grande salto
tecnico e produttivo avviene attorno al 2° secolo a.C. con l’invenzione
della soffiatura che sviluppa enormemente le possibilità produttive di
questo materiale.

I materiali che lo compongono
Il materiale base è il silicio (sabbie quarzifere) e la qualità
dipende in grande misura dalla purezza di questa materia. Alla sabbia
quarzifera viene aggiunta la soda (carbonato sodico); si ottiene cosi’ il
vetro comune.
Cristallo al piombo, cosi’ chiamato perché tra i suoi componenti vi è una
percentuale di ossido di piombo. Ha come caratteristiche un maggior peso
specifico, una straordinaria lucentezza, specie nelle parti intagliate e
molate, gli oggetti cavi (calici, coppe) risuonano al tocco lungamente ed in
modo particolarmente gradevole.
La classificazione del cristallo
Nell’ambito dell’Unione Europea è stata stabilita una classifica
dei diversi tipi di cristallo, basata soprattutto sulla percentuale di
ossido di piombo.
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Ossido di piombo |
indice di rifrazione |
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Cristallo superiore |
30% |
1,545 |
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Cristallo al piombo |
24% |
1,545 |
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Cristallino |
10% |
1,520 |
Come si ottengono i cristalli colorati
I cristalli colorati si ottengono aggiungendo alla massa vetrosa
incandescente degli ossidi metallici e in parte anche delle terre rare.
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Dall’azzurro chiaro all’azzurro scuro |
ossido
di cobalto |
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Blu |
ossido
di nichel |
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Verde |
ossido
do cromo |
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Dal
rosso al rubino |
oro
(metallico) terre rare |
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Giallo |
ossido
di cerio |
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Lilla
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ossido
di neodiminio |
I cristalli soffiati a bocca
Il lavoro della soffiatura a bocca si svolge con gli stessi
movimenti con cui lavoravano i vetrai molti secoli fa. Il vetrai preleva dal
crogiolo, con la canna, una certa quantità vetrosa e ne forma una pallina di
vetro incandescente, quindi passa la pallina al soffiatore il quale,
facendola sempre ruotare, la introduce nell’apposita forma dove, soffiando,
le dà la sagomatura voluta.
Questo è il motivo per la differenza di altezza, di spessore di grossezza di
gambo, a volte impercettibile, tra due diversi bicchieri di uguale misura.
La differenza è la maggiore garanzia di un prodotto con caratteristiche
artigianali.

I
cristalli ottici
E’ un
particolare sistema di fabbricazione. Gli oggetti vengono raffreddati in
determinati punti mentre sono ancora allo stato molle, in modo che alla
soffiatura finale i punti raffreddati mantengano il loro spessore, mentre i
punti non raffreddati rivelano pareti più sottili, dando luogo a una
superficie lievemente ondulata di diverso spessore, il che provoca una
differente rifrazione della luce, donde il nome di cristallo ottico.

I cristalli incamiciati
L’incamiciatura consiste in una speciale lavorazione con cui si
producono oggetti in cristallo la cui parete è costituita da 2 o più strati
di cristallo colorato differente.
L’incamiciatura semplice, cioè ad un solo strato (che è di gran lunga la più
usata) si ottiene immergendo la pallina di cristallo ancora incandescente
nella massa fluida del cristallo colorato. Così si ottiene, ad esempio, un
calice con il gambo di cristallo trasparente e la parison (la parte
superiore) con due strati. Successivamente la parison verrà intagliata
ponendo in risalto la brillantezza della parte interna e dà piacevole
effetto estetico alla parte colorata.

I cristalli molati
La molatura è la lavorazione successiva più diffusa. Spiana le
superfici, le rende più brillanti con effetto prismatico agli spigoli. Al
tatto la parte molata solitamente si presenta con spigoli aguzzi e intagli
diversi fra di loro, mentre la lavorazione meccanica, viceversa, si presenta
con dei tagli arrotondati, uguali fra loro.

Questi brevi
cenni sul cristallo non pretendono di essere esaustivi sulla conoscenza del
cristallo in quanto la lavorazione e i materiali che lo compongono è molto
complessa. La regola principale, a nostro modesto avviso, per acquistare in
modo oculato un prodotto in cristallo è quella di rivolgersi ad un negozio
di fiducia che abbia una tradizione consolidata in questo settore.
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